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Si
definisce pendolo semplice teorico, e quindi un concetto
astratto matematico che non esiste in pratica, quello costituito
da:
-un punto (e come tale senza dimensioni) di massa M
-sospeso, per mezzo di un filo inestensibile avente le misure
della sua sezione trasversale e la massa eguali a zero,
-libero di ruotare attorno ad un punto A. La distanza fra questi
due punti corrisponde alla lunghezza l del pendolo.
Con
qualche semplice calcolo si può determinare il periodo
dell'oscillazione che sarà eguale, se si accettano alcune
approssimazioni, a
dove:
P = periodo di oscillazione del pendolo
l = lunghezza del pendolo teorico
g = accelerazione di gravità
(Non
sfugga che nella formula non compare M per cui potremmo
affermare che la massa e quindi il peso di una lente di un pendolo
non influisce sul periodo di oscillazione) .
TIP
Uno stratagemma che ci può aiutare a determinare facilmente
per mezzo di questa formula, ma con una certa approssimazione,
il periodo di un pendolo è quello di assumere
(
più o meno 3,14= )
per cui ,semplificando ,avremo che indicativamente il tempo impiegato
per compiere una oscillazione corrisponde 2 volte la radice quadrata
della lunghezza del pendolo espressa in metri.
Le
approssimazioni di cui parlo si riferiscono al fatto di non aver
tenuto conto del fattore che va comunemente sotto il nome di errore
circolare.
Di
cosa si tratta. La massa M del pendolo si muove lungo un percorso
circolare e quindi in ogni momento una componente delle forze
applicate ad esso non è direttamente proporzionale
allo spostamento bensì al seno dell'angolo dello
spostamento stesso.
Ne
deriva che mano a mano che aumenta la variazione dell'angolo di
oscillazione il pendolo accelererà e quindi la sua capacità
di tenere correttamente il tempo sarà compromessa.
E si noti altresì che l'errore circolare sarà
maggiore se la stessa variazione occorre per ampi angoli di oscillazione
: di qui la necessità di cercare di mantenere detto angolo
il più basso possibile.
Cerchiamo di capire meglio.Se l'ampiezza di
oscillazione di un pendolo decade , tanto per dire, da 8°30'00"
a 8°00'00"la variazione del periodo è maggiore
rispetto a quando l'ampiezza decade,tanto per dire, da 3°00'00"
a 2°30'00". E' quindi evidente che se si tiene il più
basso possibile il valore dell'angolo di oscillazione , in considerazione
del fatto che è ineluttabile che occorrano delle variazioni
di questo angolo nell'oscillazione del pendolo, minore sarà
l'errore circolare
Ad individuare per primo questo problema fu l'olandese Huyghens
che scoprì anche che l'oscillazione del pendolo è
isocrona se il centro di oscillazione del pendolo ( il
punto M del pendolo semplice teorico ) si muove lungo una curva
cicloidale.
Isocrono: un movimento isocrono
è quello per il quale a tempi eguali corrispondono spostamenti
eguali
Curva cicloidale: luogo dei punti generato da un punto di
una circonferenza che ruota attorno al suo centro con velocità
costante lungo una linea
La curva cicloidale e la circonferenza
sono due curve che , per la loro natura, non si sovrappongono
mai eccetto, nel nostro caso, per il punto coincidente con il
punto di riposo del pendolo.
Comunque ,
per piccoli angoli di oscillazione tendono a confondersi per
cui se noi saremo abili a mantenere basso il valore dell'angolo
dell'oscillazione, minimizzeremo l'errore circolare
( nel disegno la curva del cicloide è
esagerata per poter comprendere la differenza).
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