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E'
merito di Galileo Galilei l'aver intuito che l'oscillazione del
pendolo, a prescindere dalla sua ampiezza, ha una durata costante
. Peraltro, anche se non completamente vero, questo suo enunciato
ha aperto la strada a tutti gli studi che hanno portato all'orologio
atomico.
Conoscere le leggi che regolano il moto del pendolo è fondamentale
per capire perché esso, nonostante i suoi innumerevoli
difetti, sia stato scelto come organo regolatore fino al suo abbandono
con il sopravvento degli orologi regolati dalle oscillazioni del
quarzo prima e di quelli atomici poi.
E' importante anche mettersi d'accordo sulla terminologia usata
e quella che segue pare essere quella più comunemente accettata.
Posizione di riposo : è
la posizione che il pendolo assume per effetto della forza di
gravità quando cessa ogni suo movimento.
Punto di riposo: è quello
di un pendolo in movimento quando passa attraverso il punto coincidente
la posizione di riposo.
Alternanza
: è il movimento del pendolo da una delle posizioni estreme
all'altra, ovvero i punti ove il pendolo cambia una direzione
di marcia per intraprendere quella opposta. In questi due punti
la velocità del pendolo è eguale a zero ( e zero
sarà quindi l'energia cinetica), l'accelerazione sarà
massima e massima sarà l'energia potenziale.
Oscillazione:
è il movimento del pendolo per raggiungere la stessa posizione
estrema dalla quale è partito ovvero la somma di 2 alternanze.
Ampiezza
: l'angolo percorso dal pendolo da una delle posizione estreme
all'altra
Periodo
: il tempo impiegato dal pendolo per compiere una oscillazione.
Semiperiodo:
il tempo impiegato dal pendolo per compiere una alternanza
Nonostante
la fatica per comporre la nomenclatura di cui sopra capiterà
spesso di sentire parlare di ampiezza dell'oscillazione
in luogo dell'ampiezza dell'alternanza.
Per capire la teoria di un pendolo è meglio studiarne uno
teorico.
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